Burocrazia. Quali sono i documenti richiesti sia per un matrimonio civile che religioso?

Il primo concreto passo da compiere è un alquanto noioso  iter burocratico.  Tuttavia se si calcolano i tempi in base a ciò che è richiesto, è possibile arrivare al fatidico giorno senza troppo stress.  Si consiglia infatti sempre di chiedere con largo anticipo (almeno un anno prima ) sia al parroco (se ci si sposa in Chiesa) sia al Comune la prassi da seguire per evitare sgradevoli sorprese.  L’iter burocratico è stato semplificato grazie all’autocertificazione introdotta dalla LeggeBassani (D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445), che affida al gestione delle pratiche soprattutto al Comune.  Di norma la trafila si conclude in tre mesi, ma ci possono essere sporadici casi in cui si arriva a sei mesi. Le tempistiche dipendono da diversi fattori come il luogo in cui si abita (un paese, una piccola città, una metropoli, ecc.) e dal posto in cui si decide di sposarsi (se in una Chiesa molto richiesta e prestigiosa, se diversa da quella di appartenenza, ecc.). Ci sono quindi delle variabili da prendere in considerazione, ricordandosi che i documenti sia quelli della Chiesa sia quelli del comune hanno una validità di sei mesi.

 

 Verificare l'iter burocratico e i tempi richiesti per evitare spiacevoli contrattempi
Verificare l’iter burocratico e i tempi richiesti per evitare spiacevoli contrattempi

 

Cosa richiedono il Comune e la Chiesa?

Per quanto riguarda il Comune, nonostante le procedure siano state semplificate, c’è un iter da seguire specifico, illustrato più approfonditamente in “Matrimonio civile: la guida completa su leggi, diritti e doveri“.

Per quanto riguarda, invece, la Chiesa, i documenti richiesti sono innanzitutto il Certificato di Battesimo e il Certificato di Cresima  reperibili nella chiesa dove sono stati ricevuti i Sacramenti.

Il Certificato di Stato Libero Ecclesiastico  è necessario presentarlo se uno dei due sposi (dopo i 16 anni) ha vissuto fuori dalla Diocesi in cui avviene il matrimonio per almeno un anno. Si tratta di una dichiarazione da adempiere di fronte a due testimoni nella  parrocchia di residenza e vidimata dalla Curia.

Il nullaosta da parte del vicariato serve nel caso in cui gli sposi desiderano celebrare il matrimonio in una chiesa diversa da quella di appartenenza. In pratica il parroco, che ha istruito tutte le pratiche, rilascerà lo stato dei documenti, che sarà vidimato dalla Curia prima del passaggio di consegne, e il certificato civile delle avvenute pubblicazioni al parroco della Chiesa dove di terrà la cerimonia.

Il certificato contestuale (ovvero il certificato di nascitadi residenza e di cittadinanza), richiesto al Comune, insieme ai documenti elencati sopra vanno consegnati alla parrocchia dove si è deciso di sposarsi. Nel caso in cui il corso prematrimoniale è stato fatto altrove, va consegnato anche l’attestato di frequenza.  Dopo la consegna di questi documenti il parroco fisserà una data per fare il “consenso religioso” detto anche “promessa di matrimonio” . Dopo ciò, il parroco rilascerà un certificato di richiesta di pubblicazioni da consegnare sia al Comune sia all’altra parrocchia di uno dei promessi.


Per la Chiesa servono solo i documenti? No, c’è il corso prematrimoniale

Per la Chiesa Cattolica non è solo questione di pratiche e fogli, ma viene richiesto di seguire obbligatoriamente il famoso corso prematrimoniale, una preparazione al sacramento, della durata di circa due mesi.

L’attestato di partecipazione al corso prematrimoniale viene rilasciato dopo una serie di incontri (in genere dieci) svolti presso gli uffici parrocchiali. Questi appuntamenti, nei quali vengono affrontate diverse tematiche (etiche, psicologiche, religiose) servono a “formare” i futuri sposi, a offrire un catechismo più adulto e profondo, a riallacciare i rapporti con la fede.

Al termine  il sacerdote dà il suo assenso e sarà contento nel consenso alle nozze.  A questo punto vengono affisse le pubblicazioni religiose per otto giorni (due domeniche comprese) presso le parrocchie dei due promessi  e, nel caso sia diversa, anche presso quella dove è prevista la cerimonia.  Al termine degli otto giorni il parroco rilascia il certificato dell’avvenuta pubblicazione. Con esso i due fidanzati di presentano in comune per le pratiche civili.


Siete cattolici praticanti? Potete avere un “dono speciale”

Gli sposi possono ottenere la Benedizione scritta del Pontefice realizzata su una pergamena di varia grandezza: la cosiddetta Benedizione Apostolica. Non è un documento obbligatorio né ha valore legale. La richiesta è facoltativa e si può ricevere in occasione del proprio matrimonio. Per averla e chiedere informazioni dettagliate  è necessa

rio recarsi in Vaticano oppure scrivere o telefonare all’Ufficio Pergamene della Elemosina Apostolica.


Per i culti diversi da quelli cattolici? C’è un’istanza da presentare

Per le confessioni religiose diverse dal cattolicesimo e ammesse dallo Stato Italiano si deve presentare in comune la richiesta del Ministro di Culto con l’attestato della nomina da parte del Ministero degli Interni Italiano.

Si possono creare sia le letture che il libretto per la messa
Si possono creare sia le letture che il libretto per la messa

 

Il matrimonio: la celebrazione e l’atto di matrimonio

La celebrazione del matrimonio avviene secondo le norme del diritto canonico. Requisito fondamentale è la formale manifestazione del consenso a questa unione da parte degli sposi.

Sono necessari due o tre testimoni. Nel caso ve ne siano tre, uno di loro non firmerà la copia dell’atto di matrimonio che viene trasmessa in Comune, mentre firmerà quella che resta alla Chiesa.

A fine cerimonia il parroco non solo ricorderà gli effetti civili prodotti dal matrimonio, ma darà lettura degli articoli del codice civile sui diritti e doveri dei coniugi espressi negli articoli 143, 144, 147.

Dopo il matrimonio il parroco compilerà l’atto di matrimonio in duplice originale, sottoscritto da lui, dagli sposi e dai testimoni. In questo atto  sono indicate le generalità degli sposi, del parroco  e l’indicazione del luogo e della data dove è stata celebrata la cerimonia.

È possibile, inoltre, inserire la scelta del regime patrimoniale e il riconoscimento di figli naturali (divenuti figli nati fuori dal matrimonio). Entro i 5 giorni dalla celebrazione, il parroco  provvederà a trasmettere una copia dell’atto all’ufficiale di stato civile del comune in cui è avvenuto il matrimonio per far procedere alla sua trascrizione.

 

 

 

 

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